di Sara Vellani
Claudia, la mamma della mamma, era una cuoca molto brava, che coinvolgeva tutti nella cucina: arrivavo a casa sua e mi faceva pulire i fagiolini, asciugare le posate, mescolare e inserire gli ingredienti. Tutte cose da nonna, insomma.
I suoi cavalli di battaglia erano le polpette, i bianchetti e la focaccia con stracchino o prosciutto crudo. Ne faceva molte altre, ma queste erano le mie preferite.
Era una appassionata di trasmissioni di cucina che seguiva con frequenza: prendeva spunto e scriveva solo quelle che le piacevano di più, come questo tortino di porri.


Ecco le frasi che mi capitava di dire più spesso alla nonna Claudia:
“Ti voglio bene”
“Come mai hai avuto il tumore? Da cosa è dovuto?”
“Sei stata la mia nonna più importante del mondo”
“Con te facevo un sacco di cose e nel mentre stavamo facendo le cose che facevamo insieme”
“Ti penso continuamente ed anche quando sono
molto impegnata e anche quando sono in camera da sola che mi viene da piangere”
“Quando andavamo in giro mi dicevi sempre che conoscevo tutto il
mondo”
“Mi ricordo che mi mettevi sempre il profumo verde.
Mi manchi anche se sei in cielo e sono certa che tu stia bene.
Mi ricordo che avevi le unghie da strega che usavi sia per grattarmi la schiena che per la testa e usava le mani e il grattino che aveva detto che lo faceva per mio zio”
“Cucinavi bene i fagiolini”
“Mi facevi sempre una faraona buona e anche le polpette”

