Dalla mansarda del nonno al tetto del mondo

Pasquale Bellini, campione del mondo dei piccioni viaggiatori

di Red

I piccioni hanno un orientamento eccezionale, grazie a buona vista, olfatto sviluppato e sensibilità al campo magnetico terrestre. Sono uccelli monogami, molto legati al nido e al partner, e memorizzano con precisione le “coordinate” della loro colombaia. Se allontanati, riconoscono la nuova posizione e, una volta liberati, tornano a casa guidati dai loro sensi. 

Pasquale Bellini (foto di Emanuele Prodi)

Pasquale Bellini, sassolese, li alleva così bene da essere stato addirittura campione del Mondo.

Egregio Pasquale, ci può spiegare in breve l’attività in cui lei è stato iridato?

Certamente, nel 2016, dopo essermi qualificato attraverso gare nazionali ho ottenuto l’accesso al campionato del Mondo FCI (Federazione Colombofili Internazionale) in Belgio. Con l’orgoglio di poter rappresentare l’Italia, ho inviato il mio “novello” a Bruxelles e tutto mi sarei aspettato tranne che vincere.

Come funziona una gara?

Nel mondo delle colombaie, un po’ come nell’atletica, ci sono discipline simili ma con differenze (come ad esempio le distanze percorse o l’età degli animali). Nel caso del campionato in Belgio mandai un “novello”, ovvero con un colombo ancora molto giovane. Sostanzialmente, ciascuno manda il proprio volatile e tutto il resto lo fa l’organizzazione: lo prepara, lo allena e poi fa svolgere tre gare. In quel caso la prima fu su 220 km, la seconda su 350, la terza era su 457. Essendo ancora piccoli, i novelli considerano la colombaia nella quale vengono accolti come la loro casa e quindi, quando verranno allontanati, torneranno autonomamente. La somma dei piazzamenti, vale a dire chi torna per primo, fa classifica. Il mio, con un secondo, un dodicesimo e un ottavo posto nelle rispettive tre gare si conquistò il tanto ambito titolo.

Che tipo di piccioni si usano?

Nella maggior parte delle competizioni si trovano colombi viaggiatori di razza belga. Ci tengo a specificare, visto che mi è stato chiesto più di una volta, quale sia la differenza tra colombi e piccioni. I piccioni (o novelli) non sono altro che colombi, i quali non hanno compiuto un anno.

Come le è nata questa passione?

Sin da quando ero piccolo ho sempre aiutato mio nonno che a sua volta aveva una colombaia nella mansarda di casa nostra, poi però a circa 18 anni abbandonai questa passione. Solo in un secondo momento, 6 anni più tardi, conobbi una ragazza e mi innamorai e poco dopo imparai che anche lei allevava queste stupende creature. Di conseguenza iniziai nuovamente e fra mille “avventure” siamo ancora qui. Possiamo dire insomma che ho avuto una vita in mezzo alle piume.

Ci si può affezionare a un piccione come ad un cane o a un gatto? E loro si affezionano e riconoscono l’uomo?

Senz’altro che ci si affeziona, specialmente a quelli che ti fanno vincere le gare -dice ridendo, ndr-, anche se già il prendersene cura fa sì che si instauri un legame. D’altra parte però loro non dimostrano affetto in alcun modo mantenendo sempre lo stesso sguardo. Il colombo è sempre quello, che abbia fatto 500km o sia tranquillo nel suo nido. Sta al colombofilo imparare ad apprezzarli per come sono.

Come si svolge un allenamento?

Fin da piccoli, dopo i primi 60 giorni, si possono portare a 5 km poi 10 km poi 20 km di distanza dalla colombaia e loro hanno già la capacità di ritornare al nido autonomamente. Nel concreto, quando si è a casa, li si mette in gabbiette che poi vengono caricate nel baule dell’auto. Arrivati ad una distanza consona si parcheggia la macchina in una piazzola, si dà il tempo all’animale di orientarsi e poi si lascia prendere il volo con la sicurezza di trovarlo già nella colombaia al rientro.